Hozro: materiali sulle arti visive a Genova





Pistoletto



MICHELANGELO PISTOLETTO


Ad un ventennio di distanza dall'esplosione dell'Arte Povera, nel cui ambito si è consacrata la sua fama, e dopo aver fatto paventare, negli ultimi anni, con sculture non immuni da una certa magniloquenza, di aver ceduto alle lusinghe del proprio nome, Michelangelo Pistoletto ha impresso un ulteriore scarto al proprio iter, imponendosi una "poetica dura" che trova espressione in blocchi grezzamente squadrati, dalle superfici scabre e disuguali e dai colori anonimi.
Ne scaturisce un senso di riduzione dell'operazione artistica ad una sorta di grado zero, di spoliazione dai cascami ornamentali in cui ha trovato rifugio gran parte dell'artisticità contemporanea, pronta ad uniformarsi al look dominante più che a sovvertirlo; di scontro senza mediazioni con la materialità inerte, indifferente ad ogni tensione comunicativa.
La dislocazione dei pezzi (una decina, oltre ad un bassorilievo e ad una tela che si fronteggiano sulle pareti di fondo della galleria) sebbene alquanto fitta non assume connotazioni labirintiche né evoa - mi sembra - atmosfere primordiali ("Oggi questa scultura si libera in una dimensione assolutamente aproblematica", afferma l'autore); fa, se mai, pensare a quella non impegnativa del campionario; mantiene tutto l'ingombro e la consistenza dell'ostacolo.

s.r. (1986)





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